di Lucilla Deleo, Founder e Ceo di L.D Public Affairs Expertise
Forse dopo l’appello di Draghi agli Stati membri dell’UE “Do something!” qualcosa si muove. Fa piacere ascoltare le parole del Presidente Macron, che invita ad una comune difesa europea, proponendo agli stati che condividono il Progetto un vertice straordinario a Parigi. Appare singolare che questa idea venga dalla Francia, la nazione in assoluto piu nazionalista tra gli stati fondatori della Cee, che nel 1952, non ratificando il trattato istitutivo, fece naufragare la Ced. La Comunità europea di difesa comune, che rappresentava un primo importante tassello per portare l’Unione europea da un livello prettamente economico ad uno più politico. Si comincia a capire che contro l’invasione russa dell’Ucraina, è necessario porre un serio argine europeo e che la difesa del nostro continente, non possa dipendere da Washington e da Mosca.
A parte le intenzioni, si tratta di un progetto veramente difficile da mettere in pratica se si dovesse pensare ad una condivisione unanime da parte degli Stati membri. Non dimentichiamo che i trattati UE mettono a disposizione uno strumento molto funzionale che potrebbe essere utile allo scopo: la Cooperazione rafforzata; ovvero la possibilità che solo alcuni tra gli Stati membri condividano un progetto comune che porti a forme piu elevate di integrazione politica in alcuni settori, come potrebbe essere quello della difesa, lasciando la porta aperta agli altri stati che potrebbero decidere di aderirvi in un momento successivo. Se si ragiona quindi in termini di Cooperazione rafforzata, forse qualcosa di serio potrebbe derivarne da questo appello del presidente Macron. È apprezzabile anche che abbia offerto di estendere l’ombrello nucleare all’Ucraina.
Bisogna quindi tornare al sistema della deterrenza che ha mantenuto la pace durante la guerra fredda. Evidentemente l’integrazione dei mercati e il passaggio della Russia da un’economia comunista autarchica ad una capitalista orientata al mercato, non sono stati sufficienti a mantenere la pace in questo secolo. E quindi bisogna ripensare ad un nuovo equilibrio di forza, che scoraggi operazioni di conquista come quella della Russia contro l’Ucraina, certo ricorda proprio l’invasione di Hitler della Polonia, medesime modalità, medesimi obiettivi come ha legittimamente evidenziato il nostro presidente Mattarella.
E per concludere questa riflessione, occorre anche ricordare un’altra strada, più difficilmente percorribile per via del diritto di veto, ovvero l’ingresso dell’Ucraina nella Nato. Come noto l’articolo 5 del trattato istitutivo stabilisce che l’attacco ad uno dei membri dell’Alleanza è da considerarsi come un attacco a tutti e fa scattare i meccanismi di difesa collettiva e la possibilità dell’intervento delle truppe Nato. Se l’Ucraina fosse stata nella NATO, la Russia non l’avrebbe mai invasa!!!!