Martedì 11 febbraio 2025 si è svolto a Roma, presso la Camera dei Deputati nella Sala Matteotti, il convegno “Gioco Legale: serve una riforma”. L’evento, organizzato dall’intergruppo parlamentare per la sensibilizzazione sui rischi del gioco d’azzardo e dalla Fondazione Bruno Buozzi, ha visto la partecipazione di figure di spicco, tra cui Giorgio Benvenuto, Presidente della Fondazione Bruno Buozzi, Giancarlo Iodice della stessa fondazione, l’On. Stefano Vaccari, Angela Bravi, Coordinatrice della sub-area Dipendenze della Commissione salute della Conferenza delle Regioni, e Emmanuele Cangianelli, Presidente di EGP-FIPE, oltre al Presidente di ACADI, Avv. Geronimo Cardia.
Le proposte di Cardia: la necessità di un intervento strutturale
Nel suo intervento, il Presidente Cardia ha affrontato alcuni dei temi più delicati per il settore del gioco legale, iniziando con le problematiche legate alle proroghe delle concessioni. Cardia ha evidenziato come gli operatori siano costretti ad accettare queste proroghe a causa dei distanziometri, una misura che, purtroppo, ha creato un effetto espulsivo: le aree designate per i punti di gioco risultano spesso impossibili da utilizzare per i vincitori di bando, che non possono realizzare i punti di gioco assegnati.
Un altro punto cruciale sollevato dal Presidente Cardia riguarda il tema della salute, che deve rimanere al centro del dibattito. Cardia ha illustrato come le politiche restrittive, come le limitazioni geografiche e temporali, abbiano avuto effetti opposti a quelli desiderati. Sebbene la spesa per il gioco sugli apparecchi sia diminuita, è aumentata quella per altri giochi, non oggetto delle stesse limitazioni. La spesa complessiva nel settore è infatti aumentata, suggerendo che le misure restrittive non abbiano ottenuto i risultati sperati.
Per affrontare realmente il disturbo da gioco d’azzardo, Cardia ha proposto politiche attive sui territori, come quelle già attuate dalla Campania, e la necessità di una formazione adeguata degli operatori. Fondamentale, inoltre, sarebbe l’introduzione di un registro di autoesclusione anche per gli apparecchi da gioco, nonché l’adozione di un sistema sicuro di distribuzione dei prodotti.
Le dichiarazioni di Emmanuele Cangianelli: contrastare il gioco illegale senza danneggiare il gioco legale
Il convegno ha visto anche l’intervento di Emmanuele Cangianelli, Presidente di EGP-FIPE, che ha ribadito con forza la necessità di separare gioco legale e gioco illegale. Secondo Cangianelli, ostacolare il gioco legale, stigmatizzando chi opera nel rispetto delle regole, rischia di fare il gioco dei circuiti illegali, che invece di essere combattuti, ne trarrebbero vantaggio.
Cangianelli ha sottolineato che, ad oggi, gli approcci restrittivi, come i distanziometri e le limitazioni orarie, non solo non hanno dato i risultati sperati, ma hanno anche favorito il passaggio del gioco verso circuiti non regolamentati o addirittura illegali, complicando ulteriormente il controllo e la prevenzione del fenomeno del gioco d’azzardo patologico.
Nel suo intervento, Cangianelli ha ribadito che le soluzioni devono essere pratiche e condivise tra tutti gli stakeholder coinvolti: dalle istituzioni agli enti locali, dalle associazioni del terzo settore alla filiera del gioco. Tra le proposte avanzate, ha messo in evidenza la necessità di un programma di formazione nazionale per gli operatori e di un rafforzamento del sistema di autoesclusione, che ha già visto l’iscrizione di oltre 150.000 soggetti per il gioco online.
Le conclusioni e le proposte politiche
L’On. Stefano Vaccari ha condiviso nel suo intervento di chiusura le parole di Cardia sulla inefficacia dei distanziometri, rilanciando la necessità di riimpostare il sistema. Inoltre, ha invitato il Governo ad aprire gli stati generali del gioco, dando così l’opportunità a tutti gli attori coinvolti, comprese le imprese, di partecipare attivamente alla discussione, prima della stesura del decreto legislativo delegato.
Il dott. Luciano Gualzetti, Direttore della Caritas Ambrosiana, ha infine sottolineato l’importanza di fare sistema anche con le imprese, per contrastare il gioco d’azzardo patologico, accogliendo la proposta di aprire un tavolo di confronto reale tra tutti i soggetti coinvolti, in modo da trovare soluzioni concrete e condivise.
Un settore in evoluzione e la necessità di un quadro normativo chiaro
I numeri del settore, presentati durante il convegno, evidenziano la rapida evoluzione del mercato del gioco. Secondo le ultime ricerche, in Italia ci sono almeno 20,5 milioni di giocatori, con una crescente diffusione del gioco online. Se da un lato il gioco fisico ha subito una contrazione della raccolta, con una diminuzione del 12% dal 2019 al 2024, dall’altro il gioco online ha visto un vero e proprio boom, con una previsione di raccolta di oltre 90 miliardi di euro nel 2024.
A fronte di questi dati, risulta evidente che il sistema attuale non è più adeguato a rispondere alle esigenze di un mercato in continua trasformazione. È necessario, quindi, intervenire per definire un quadro normativo chiaro che possa tutelare la salute dei consumatori, garantire la legalità nel settore e tutelare l’occupazione, considerando che oltre 90.000 persone lavorano nel comparto.