Si è tenuto ieri a Parigi il “Vertice dei Volenterosi” per porre fine al conflitto in Ucraina, convocato dal presidente francese Emmanuel Macron per definire “le garanzie di sicurezza” da offrire a Kiev nel caso di un accordo di pace con la Russia. Al Summit hanno preso parte, tra gli altri, la nostra Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il premier britannico Keir Starmer, il tedesco Olaf Scholz e il vicepresidente turco Cevdet Yilmaz. Il Presidente Zelensky è stato invece ricevuto la sera prima all’Eliseo, sembrerebbe con la promessa di nuovi aiuti militari francesi per un ammontare di due miliardi di euro.
Nella conferenza stampa al termine del vertice il Presidente Macron ha dichiarato che: “L’obiettivo è chiaro: ottenere la pace, e per farlo dobbiamo mettere l’Ucraina nella posizione migliore per negoziare con la pace“. Macron ha ribadito il fermo impegno della Francia a sostenere militarmente l’esercito ucraino, in quanto la Russia finge di negoziare per arrivare a un accordo, ma non vuole alcun tipo di pace. Macron ha ammesso che sull’invio di truppe di peacekeeping in Ucraina non c’è unanimità, come era facilmente immaginabile, ma che questa non è necessaria. Si procederà quindi con lo schema della cooperazione rafforzata tra quegli stati che per volontà politica e per contesto sono nella condizione di partecipare a questa azione di pace, per porre fine alla guerra. Il presidente francese ha annunciato che una “missione franco-britannica” si recherà nei prossimi giorni in Ucraina per lavorare al rafforzamento dell’esercito di Kiev e per preparare il terreno a un possibile dispiegamento di forze dei paesi alleati dopo un eventuale accordo di pace. Si tratta quindi di riarmare l’Ucraina, che nel 1994 ha ceduto le proprie risorse belliche alla Russia che si era impegnata a rispettare l’integrità territoriale e politica di questo Stato. Ci avviamo verso una “nuova strategia di deterrenza” , mediante quelle che Macron ha definito “forze di rassicurazione”, nella speranza che la minaccia di una controffensiva dei sostenitori di Kiev disincentivi ulteriori tentativi espansionistici russi e porti finalmente alla pace.
In merito alle sanzioni, è stato valutato che non è ancora il momento giusto per revocarle, prima bisognerà arrivare a un accordo di pace definitivo. Su questo i leader che hanno partecipato al vertice sono tutti d’accordo, potrebbe anche prospettarsi un ulteriore inasprimento delle misure per fare pressione sulla Russia. Del resto le sanzioni economiche sono, al momento, il solo mezzo diplomatico per far pressione su Mosca.
L’obiettivo è chiaro esercitare la maggiore pressione possibile sulla Russia, sia dal punto vista economico che militare, al fine di costringerla a sedersi al Tavolo dei negoziati, con il reale obiettivo di raggiungere la pace e non di procedere con operazioni di conquista illegittima di territori di Stati sovrani. Per quanto riguarda la posizione italiana, la presidente Meloni sottolinea la necessità di una pace in Ucraina giusta e duratura, però in un “contesto euroatlantico”, secondo un modello che possa ricalcare quanto previsto dall’articolo 5 del Trattato NATO. Ribadisce quindi l’orientamento euro-atlantico del governo italiano, e l’importanza di continuare a lavorare con gli Stati Uniti, con l’auspicio che una delegazione Usa sia presente al prossimo vertice. La Presidente caldeggia un rapporto equilibrato tra Ue e Usa, senza protagonismi militari francesi o europei, confermando la contrarietà dell’Italia all’invio di truppe in Ucraina, al di fuori di un ombrello NATO o ONU.
La visione di politica estera degli Stati europei si conferma ancora distante, al momento l’unica certezza è la missione in Ucraina del nuovo direttorio francobritannico che si sta profilando, mentre una reale politica estera e di difesa comune europea resta ancora un miraggio!